Gare di progettazione
Intervento di restauro della casa comunale dell'Aquila

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Intervento di restauro della casa comunale dell'Aquila

Il restauro del Palazzo Margherita de L’Aquila fa parte delle opere previste della ricostruzione post-sisma.

L’Amministrazione comunale, a tale proposito, ha bandito una gara con il sistema dell’appalto integrato. Un concorrente ci ha chiesto di redigere il progetto architettonico per la gara, a ciò si è provveduto con la collaborazione di un team di professionisti specializzati nelle diverse discipline tecniche.

Il progetto di restauro e di rifunzionalizzazione è stato mirato alla ricomposizione architettonica e funzionale del manufatto  destinato a sede dell’istituzione comunale (sindaco, giunta e consiglio) con la realizzazione delle necessarie sale per le adunanze amministrative.

L’edificio è stato nel corso dei secoli oggetto di numerosi rimaneggianti e l’attuale assetto risale ai primi anni del ‘900 come la realizzazione del terzo piano mentre il grosso delle trasformazioni che hanno condotto all’attuale impianto è databile intorno la metà dell’800.

Con il progetto si è cercato di prevenire ad un riassetto degli spazi interni eliminando tutte le superfetazioni (divisori, soffittature)  che erano state introdotte dettate dai diversi usi cui negli anni è stato destinato l’edificio.

Rilevante è stato l’intervento sull’assetto distributivo eliminando le barriere architettoniche e pervenendo ad una razionalizzazione dei flussi distributivi per gli utilizzatori/visitatori,  separando le aree destinate al lavoro delle istituzioni da quelle accessibili al pubblico nelle adunanze, anche a tale scopo è stata introdotta una seconda scala interamente autonoma rispetto le strutture preesistenti collocata in un vano della maglia tipologica. Forte è stata anche l’attenzione alla sostenibilità ambientale con la messa a punto di soluzioni impiantistiche di forte innovazione in virtù delle quali sarebbe stato possibile ridurre il consumo energetico dell’edificio in maniera tanto significativa da non richiedere la presenza della prevista cabina di trasformazione dell’energia elettrica.



 
 

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